Come si accede in RSA

L'accesso alle rsa può avvenire in due modi e cioè con accesso privato oppure attraverso convenzione con il SSN.

Nella maggior parte dei casi le rsa hanno posti letto i quali vengono suddivisi , per uso privato ( normalmente sono in numero  ridotto) e posti letto in convezione e quindi a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale ( il maggior numero dei posti letto).

Accesso privato : Siamo in presenza di accesso privato quando una persona, non necessariamente con  patologie gravi, per varie ragioni  che possono essere per esempio, la solitudine oppure un bisogno di una sicurezza in più ,visto che magari ha una certa età e quindi sente il bisogno di vivere in un ambiente protetto dove essere assistito ,oppure magari per ragioni di salute ha bisogno di una struttura che lo assista per un periodo più o meno lungo e quindi non ha il tempo di mettersi in lista di attesa presso il SSN per ricevere un posto letto convenzionato , decide di ricoverarsi volontariamente presso una RSA. 

In questo caso ,si recherà presso la struttura da lui scelta (anche al di fuori del proprio comune di residenza) e stipulerà un vero e proprio contratto di tipo privato con una struttura rsa, pagando ovviamente  il dovuto. In questo caso essendo un ricovero privato e volontario non c'è alcun interessamento da parte del comune oppure dell'asl , si tratta infatti di un rapporto fra privato cittadino e rsa. I familiari in questo caso, non sono obbligati in alcun modo a far fronte alle spese, trattandosi  di un contratto privato fra ospite e rsa, quindi l'unica persona obbligata a far fronte alle spese è l'ospite che ha sottoscritto il contratto.

Accesso in convenzione con il SSN : Questo tipo di accesso, prevede il coinvolgimento di enti come il comune e l'asl . Se una persona a causa di un problema socio-sanitario necessita di un'assistenza che non può essere assicurata a casa, allora ha la possibilità di richiedere attraverso il P.U.A. (punto unico di acceso) del proprio comune di residenza il ricovero in rsa . In questo caso quindi il diretto interessato oppure anche i familiari o conoscenti, inoltreranno una richiesta al P.U.A., che si attiverà presso l'asl del comune di residenza per nominare un ' apposita commissione per valutare se ci sono le condizioni per un ricovero presso una rsa oppure e sufficiente un'assistenza domiciliare ( per legge l'asl deve sempre cercare in via preferenziale l'assistenza domiciliare assistita legge 328/2000, perché ovviamente costa molto meno per lo stato e fanno quasi tutto i familiari ) , inoltre il comune in particolar modo i  servizi sociali, dovranno stilare una relazione riguardante la condizione sociale dell'eventuale assistito. Al termine di tutta questa trafila burocratica ,la persona richiedente assistenza se possiede i requisiti, verrà inserita in una lista di attesa( tempi di attesa molto lunghi in molti casi) per poi essere indirizzato appena si libera un posto in una rsa.

La differenza quindi fra ingresso di tipo privato e convenzionato ,riguarda essenzialmente il prezzo ,infatti in regime convenzionato il prezzo della retta da conferire alla struttura è inferiore ( perché c'è un contributo fornito dal SSN) , inoltre alcuni servizi offerti dalla struttura rsa sono coperti interamente o parzialmente dal SSN e quindi complessivamente c'è sicuramente un risparmio economico per l'ospite della struttura che entra in regime di convenzione.

Il problema nasce nel momento di dover stabilire chi deve farsi carico del pagamento della retta in quest'ultimo caso e qui si aprono una serie di scenari e di discussioni. E pur vero che qualcuno dovrà pagare il servizio offerto dalla struttura all'ospite, anche perché va ricordato che le rsa sono comunque aziende private che svolgono un servizio per conto di un ente pubblico.         

Visto che il fruitore della struttura è l'ospite ricoverato in rsa e considerando che l'asl stessa ha assegnato un posto unicamente all'ospite bisognoso di cure in una certa rsa , verrebbe da dire che il pagamento di tutte le spese dovrebbero ricadere appunto unicamente sull'ospite.

Occorre a questo punto fare una riflessione e cioè, l'ospite che entra in regime di convenzione, generalmente entra perché è affetto da una patologia più o meno grave che non può essere trattata dai familiari a casa, quindi non si tratta di un ingresso volontario(come nel caso di ingresso in forma privata), ma più tosto di una necessità per ragioni socio-sanitarie come può essere una malattia improvvisa e invalidante la quale potrebbe compromettere la possibilità da parte dell'ospite di far fronte alle spese .Quindi in questo caso rientra quanto stabilito dalla legge 328/2000 in particolare all'art.6 comma 4 (vedi sezione del sito intitolato LEGGI) che stabilisce quanto segue "per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali ,il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero ,previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica." Questo significa che il pagamento della struttura deve ricadere sull'ospite  ricoverato in struttura che paga in prima persona e poi, eventualmente se non dovesse riuscire a farvi fronte il comune di residenza provvederà ad integrare la restante parte qualora ci fossero i requisiti richiesti dal comune.

Sarebbe bello se quanto descritto in precedenza venisse applicato, purtroppo la realtà è ben diversa, infatti non tutte ma la maggior parte delle rsa al momento del ricovero dell'ospite (in puro stile azienda che deve fare profitto), pretendono che il contratto riguardante le spese della struttura sia sottoscritto unicamente dai familiari dell'ospite ,cosi facendo l'art.6 della legge 328/2000 viene aggirata e i familiari si trovano un contratto privato per tutta la vita dell'ospite sulle loro teste che pende come una spada di Damocle. Tutto questo è perfettamente legale perché non esiste alcuna legge che vieta alle rsa di stipulare contratti privati con i familiari dell'ospite ,cosi come non esiste alcuna legge che obbliga i familiari a sottoscrivere il contratto con le rsa.         

Quale è il motivo per cui le rsa fanno stipulare contratti ai familiari invece che agli ospiti della struttura?

La mia opinione personale è la seguente : i familiari offrono più garanzie di pagamento. Sono più giovani e in buona salute rispetto all'ospite della struttura, quindi probabilmente avranno un lavoro oppure delle proprietà a cui rifarsi in caso di mancato pagamento della retta, hanno un legame sentimentale con l'ospite della struttura e quindi saranno propensi a fare sacrifici pur di mantenere il loro cari all'interno di una struttura che gli assicura assistenza socio-sanitaria e infine se l'ospite della struttura le cui condizioni di salute non sono delle migliori dovesse morire non è un problema perché il contratto è intestato ai familiari i quali dovranno pagare tutte le spese fino all'ultimo centesimo. In poche parole i familiari sono delle galline dalle uova d'oro per le rsa .   

Per cui al momento del ricovero in struttura, ai familiari dell'ospite, gli verrà sottoposto un contratto che può assumere vari nomi come per esempio "contratto di ospitalità" oppure "contratto di inserimento" e i familiari presi alla sprovvista un pò per ignoranza sull'argomento un pò  perché incalzati dall'impiegato vuoi pure la situazione di salute del proprio caro firmeranno il contratto.  

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